JEANINE LAUDY: UNA VITA SUI PEDALI

Un lavoro a Eurosport che la tiene occupata tutto il giorno, ma quando ha un po’ di tempo libero scappa a pedalare. La “bicicletta”, insomma, è una costante della vita della trentunenne olandese Jeanine Laudy, laureata campionessa mondiale a World Press Cycling Championship 2018 in Belgio sia nella prova a cronometro che su strada.

Quando ha iniziato ad andare in bicicletta, a 23 anni, era totalmente inesperta ma oggi, grazie al suo allenatore e alla sua professione, le capita persino di allenarsi in compagnia di ciclisti professionisti. Lei è Jeanine Laudy, ha 31 anni, vive in Olanda e grazie alla sua professione – un contratto con Eurosport e come giornalista freelance per UCI Women’s WorldTour e NTFU – può conciliare passione e lavoro. Una passione che negli anni ha saputo regalarle grandi soddisfazioni, e medaglie, come i due ori vinti l’anno scorso nella gara su strada e in quella a cronometro del World Press Cycling Championship di Roeselare o i due argenti vinti in occasione del Campionati Mondiali di Ciclismo per Giornalisti a Oudenaarde, nel 2015. Il ciclismo sa però regalare emozioni e momenti unici, indipendentemente dai risultati, ed è così che «tra i migliori momenti trascorsi in sella alla mia bicicletta – ci confida Jeanine – c’è sicuramente anche l’essere riuscita a terminare un’importante gara nazionale come la Parel van de Veluwe del 2016». E tra i ricordi più brutti? Sicuramente un allenamento con i suoi compagni di squadra, poco tempo dopo avere iniziato ad andare in bicicletta, quando quella che doveva essere una semplice uscita di un paio di orette si trasformò in un giro di più di quattro ore sotto la pioggia e a temperature rigide. Il risultato fu una settimana a letto!

Dietro a ogni singolo successo e raggiungimento c’è però sempre fatica, dedizione, perseveranza e tanto impegno, e la vita condotta da Jeanine lo rispecchia a pieno: in settimana le sue giornate iniziano con la sveglia delle 6.30 – in tempo utile per recarsi al lavoro presso l’ufficio del Discovery Networks ad Amsterdam o lo studio di Eurosport a Hilversum – e terminano con l’allenamento, all’aperto o sui rulli, in base alla stagione.

Cinque sono le sue migliori compagne di avventura: «Ne ho una da gara, una per le gare a cronometro, una da pista, una per ciclocross e una Kuota che uso durante gli allenamenti, da sempre la mia preferita, dotata di una geometria a dir poco perfetta – racconta Jeanine – anche se la bici più bella che abbia mai provato è la Scott 2018 Foil 10 Disc Dura Ace Di2».

Jeanine è una di quelle che vive la passione del ciclismo in modo primitivo: non tiene traccia dei chilometri che percorre, si concentra più sulla qualità dei suoi allenamenti e cerca sempre di dare il suo massimo. Non è dunque un caso se «in ambito ciclistico, uno dei personaggi che mi ha sempre saputo affascinare maggiormente – ci rivela Jeanine – è Anna van der Breggen, un’atleta terribilmente forte ma al contempo estremamente semplice e pacata».

La bici non è però la sola passione di Jeanine: riesce a ritagliarsi anche del tempo libero da trascorrere in compagnia del marito, andando a teatro e concerti, e ama leggere, specialmente a bordo della piscina o in spiaggia.

E per quanto riguarda la ventesima edizione dei Campionati Mondiali di Ciclismo per Giornalisti che si terranno in Veneto a settembre? «Personalmente non sono mai stata a Treviso, Venezia o Verona – ci racconta – ma sono ancora stata nella regione del Veneto, e so che è una bellissima zona. Spero di riuscire a organizzarmi e partecipare alle competizioni, lì, di certo, ci saranno “Tifosi” a volontà». (n.a. quando abbiamo chiesto a Jeanine quale fosse la prima cosa che le venisse in mente pensando all’Italia, ci ha risposto “Tifosi”).

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